UN NUOVO SHOW CHE GIOCA CON LE IDENTITA'

“Scoperte” le identità sessuali, ora vengono utilizzate per catturare l’attenzione del pubblico tv. Un modo per combattere e superare gli stereotipi (secondo gli autori).

Dopo il successo di “L’uomo per me”, la serie tv che seguiva le difficoltà di una ragazza in cerca del fidanzato giusto tra 12 uomini metà dei quali erano gay in incognito, ci prova ora anche Endemol USA (la compagnia che ha prodotto “Big Brother” e “Extreme Makeover”) che ha messo in cantiere in questi giorni un nuovo show dal titolo “Gay, Straight or Taken?” (“Gay, etero o impegnato?). La serie, composta da 18 episodi di mezz’ora ciascuno, dovrebbe essere pronta per l’8 gennaio 2007, distribuita da Lifetime e trasmessa in prima serata.
Ogni episodio mostra una giovane ragazza che incontra tre uomini: uno che è già fidanzato, uno che è gay e uno che è etero, single e disponibile. La ragazza, attraverso incontri in comune e uno per volta, deve riuscire a indovinare chi è proprio quest’ultimo. Se fa la scelta giusta vince una vacanza in un paese esotico insieme a lui, se invece sceglie l’uomo sbagliato sarà solo questo a vincere la vacanza che potrà trascorrere con una persona di sua scelta.
La presidente di Lifetime Network, Susanne Daniels, ha detto di essere eccitata per questa nuova impresa, un genere di spettacolo che sembra andare incontro ai gusti del pubblico, e ha assicurato che nessuno conoscerà le identità degli uomini mentre saranno in corso le riprese. David Goldberg, il capo di Endemol USA ha detto: “Questo show aiuterà a modificare gli stereotipi che sono ancora nella testa della gente”.
Se la serie avrà successo, ha dichiarato un portavoce della Compagnia, potrebbe esserci un seguito con una lesbica che deve scegliere fra tre ragazze (etero, lesbica e impegnata).
Il fatto che questo genere di spettacolo che gioca sulle identità, gay o etero, sia al momento molto gradito dal pubblico (anche in Italia “L’uomo per me”, trasmesso da un canale Sky, è stato seguito con molto interesse dal pubblico) sembra dimostrare che l’omosessualità è ormai diventata parte accettata e integrante del “gioco” della vita, una variabile tra tante, con la quale occorre imparare a confrontarsi, senza pregiudizi, stereotipi o moralismi.

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