Il film parte da una storia vera, arricchita dalle invenzioni degli autori e da una strabiliante e vanesia interpretazione di John Malkovich nella parte di Alan Conway, un eccentrico gay che negli anni ’90 spese gran parte del suo tempo nel convincere la gente che lui era Stanley Kubrick, nonostante che non gli somigliasse e non conoscesse quasi nulla della vita del celebre regista. Soprattutto negli anni in cui Kubrick stava girando Eyes Wide Shut (1998-99), Convoy partecipava a feste esclusive in diverse città, così come a pranzi e a serate in famosi nightclub facendosi credere Kubrick. Sfruttando l’ignoranza e la megalomania di molti gay creduloni bramosi di avvicinare il grande Kubrick, Conway estorse con successo, per quasi dieci anni, denaro, sesso, e altre cose da centinaia di persone, fino a quando venne ufficialmente smascherato da un’articolo del New York Times del giornalista Frank Rich. Sia il regista Brian Cook che lo sceneggiatore Anthony Frewin sono stati per molti anni collaboratori del vero Kubrick e si sono divertiti ad inserire nel film molti suoi aneddoti e atteggiamenti che ognuno può facilmente riconoscere. Aggiungiamo poi la pazza performance senza limitazioni di Malkovich ed abbiamo un film che senz’altro divertirà tutti gli estimatori del grande regista Staley Kubrick, ma non solo. Fate attenzione ai cameo di Marisa Berenson (interprete in Barry Lyndon), e del regista Ken Russell, insieme a molti altri.
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